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Potrebbe essere cosa gradita donare un fiore anche agli invitati, prima dell’inizio della cerimonia.
Un solo fiore, da portare all’occhiello, per gli uomini:
il classico garofano bianco simbolo di fedeltà, una gardenia oppure uno dei fiori che compongono il bouquet, ma diverso per colore e dimensioni.
Piccoli mazzolini simili a quello della sposa, ma dai colori in contrasto o in nuance, per le signore.
Nessun fiore, invece, per le damigelle che accompagnano la sposa, per non creare situazioni imbarazzanti: per loro, va benissimo un piccolo fiore tra i capelli.
CURIOSITA' sul MATRIMONIO
La parola “nozze” deriva dal termine latino nuptus e significa nuvola, velo che la sposa indossa quel giorno.
Secondo una leggenda cinese sin dalla nascita siamo legati alla persona con cui siamo destinati a sposarci da un filo rosso visibile solo al Dio dell'amore, ma invisibile ai molti.
Nel giorno del matrimonio, ci sono molti riti a cui ci prestiamo, ma di cui, tuttavia ignoriamo il significato.
Ecco una breve spiegazione dei tanti gesti che segnano il giorno più importante della nostra vita:
Lo sapevate che?
L'usanza di portare la fede all'anulare sinistro è legata ad una vecchia credenza da parte degli antichi Egizi. Essi ritenevano infatti che dall'anulare sinistro fino al cuore scorresse una vena titolare dei sentimenti, la cosiddetta “Vena Amoris” responsabile della futura fedeltà del coniuge.
La figura della damigella deriva da un'antica credenza egiziana: gli antichi Egizi, infatti, per evitare che gli spiriti maligni rovinassero il giorno di festa delle nozze, cercavano di confonderli, facendo vestire le amiche della sposa con abiti simili al suo.
Sempre secondo gli antichi Egizi, donare fiori ed erbe odorosi alla sposa portava fortuna. Probabilmente l'attuale bouquet ritrova in questa tradizione un suo vecchio antenato.
Se nell'antica Roma le fedi, chiamate “Vinculum”,erano di ferro, nel Medioevo queste erano di preziosa fattura. Solo grazie all'influenza Cristiana l'oro diventa una costante nei matrimoni grazie al suo carattere di eternità.
Solo in Italia il crisantemo è destinato alla commemorazione dei morti. In Cina ed in Giappone esso viene regalato alle spose e simboleggia gioia, verità e vitalità; rosso significa “ti amo”.
I fiori d'arancio sono da sempre accostati alla parola “matrimonio”.
Narra la leggenda che una principessa avesse conquistato il cuore del re spagnolo regalandogli una bellissima pianta d'arancio.
Un ambasciatore, colpito da tale pianta, chiese al re un ramoscello in dono, ma tuttavia ricevette un netto rifiuto.
Il giardiniere del re, esaudendo il desiderio dell'ambasciatore, ricevette in dono 50 monete d'oro che permisero alla figlia del giardiniere, che non avrebbe mai potuto permetterselo, di sposarsi. Nel giorno delle sue nozze la fanciulla adornò i capelli con i rametti d'arancio che tanto le avevano portato fortuna.
Se i fiori d'arancio non sono presenti nel bouquet della sposa, si possono sempre sostituire con alcune gocce della loro essenza tra i capelli.
Nel rito cattolico la frase:”Io prendo te” è stata sostituita da “Io accolgo te”.
In Polinesia, invece, il sacerdote rivolge una domanda: “Non abbandonerai mai questa donna?” La coppia viene formata a seguito della risposta negativa dello sposo.
Nell'antica Roma la donna si sottometteva allo sposo con l'affermazione: “Ubi tu gaius, ego gaia”, che tradotta significa “poichè sei felice, io sono felice”.
Con questa frase si concludeva il rito del matrimonio e la sposa si affidava completamente alla potestas del marito.
L'usanza del lancio del bouquet risale al XIV secolo, quando si riteneva che portasse fortuna avere un pezzo dell'abito della sposa. Gli invitati cercavano d'impossessarsi di una parte del vestito (soprattutto della giarrettiera) e la sistemavano sul cappello.
Solo dopo il lancio del bouquet divenne una costante, soprattutto per evitare che l'abito della sposa venisse rovinato.
Il lancio del bouquet viene spesso accompagnato dal lancio della giarrettiera.
La giarrettiera simboleggia la verginità della sposa ed è spesso assimilata ad una cintura di castità. Sembra significativo, infatti, che lo sposo la tolga coi denti e la doni ad un amico celibe.
Nei primi del Novecento questa veniva persino regalata al fantino che si fosse distinto durante la gara di equitazione facente parte la cerimonia di nozze.
“Something old and something new, Something borrowed and something blue"
E' questa la frase, risalente all'epoca Vittoriana, che riassume la credenze secondo cui porti fortuna alla sposa indossare qualcosa di vecchio, di nuovo,di prestato e qualcosa blu.
Sempre in tema di superstizioni, si dice che un amuleto porta fortuna per la sposa sia l'acqua marina, pietra che assicurerà la fedeltà eterna dello sposo.
La parola “bomboniera” deriva dal termine francese bon bon e denota appunto l'usanza da parte degli sposi del '500 di regalare ai loro invitati dei manufatti di diverso materiale (a seconda della ricchezza degli sposi stessi) contenenti dei dolci.
Il viaggio di nozze è detto luna di miele perchè nell'antica Babilonia era costume regalare agli sposi una quantità sufficiente per un mese di idromele, cioè un liquore derivato dalla fermentazione del miele e detto anche bevanda degli dei.
Oltre Oceano e precisamente a Las Vegas bastano circa 150 dollari e 15 minuti di paziente cerimonia per sposarsi.